Mostra Finalisti Premio Arts in Rome

Si conclude il lungo percorso del Premio Arts in Rome 2019 con la Mostra dei Finalisti, con la chiusura delle iscrizioni al 30 aprile 2019.

Il 15 maggio a partire dalle 18:00 presso la prestigiosa sede di Margutta Home, nel cuore della città di Roma, saranno esposte le 21 opere + Premi Speciali selezionati dalla Giura del concorso e saranno proclamati i vincitori per tutte le categorie.

Le novità dell’edizione 2019 del Premio Arts in Rome sono tante, a partire dalle categorie (aprendo anche all’illustrazione) per proseguire con l’entusiastica partecipazione di partner per i Premi Speciali.

Sempre seguendo i princìpi della scuola, il tema è sempre legato alla figurazione con un tema fortemente legato al Museo Nazionale Etrusco, che ospiterà anche i vincitori del Premio: “LA TRADIZIONE NARRATIVA NEL CONTEMPORANEO DELLA FIGURAZIONE

La mostra proseguirà fino al 19 maggio.

L’evento è patrocinato dal Municipio Roma I di Roma Capitale

E’ gradita la prenotazione, evento gratuito PARTECIPA! (gratuito)

L’ombra lunga degli etruschi

Martina Corgnati presenta il suo ultimo saggio “L’ombra lunga degli etruschi. Echi e suggestioni nell’arte del Novecento”. Con l’autrice dialogano Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, e Giuseppe M. Della Fina, direttore scientifico della Fondazione per il Museo “Claudio Faina” di Orvieto e del Museo Etrusco di Murlo.

Il dibattito sarà molto importante per gli Artisti (Illustratori, Disegnatori e Pittori) che vorranno partecipare al Premio Arts in Rome poichè verranno dati molti spunti di riflessione sull’Arte Etrusca e di come ne siano stati influenzati molti pittori contemporanei tra cui anche Edgar Degas. E’ un’opportunità per conoscere le nostre antiche radici storiche e culturali che tutt’oggi rievocano nel presente in ogni forma.

Il mito etrusco ha avuto alterne fortune, vittima di un pregiudizio di inferiorità nei confronti della civiltà greco-romana, ma oggetto di un processo di riscoperta che ne ha fatto un concetto di “antico” alternativo all’ideale classico. La passione per l’etrusco si nutre tuttavia di istanze talmente diverse da divenire opposte: da un lato c’è l’Etruria degli studiosi, dall’altro c’è l’Etruria dei letterati e degli artisti, quella evocata, immaginata, tanto favolosa quanto irrecuperabile. È questa la patria di Enrico Prampolini, che presta la sua matita d’avanguardista per una rivista a tema; di Arturo Martini, Massimo Campigli e Marino Marini che, ognuno con accenti propri, arrivano a rivendicare un’autentica discendenza diretta; di artisti apparentemente lontani da quel mondo, come il francese Edgar Degas e l’inglese Henry Moore; di figure che battono territori considerati marginali come quello della ceramica, quali Gio Ponti e Roberto Sebastián Matta. Immergendosi nella tradizione, gli artisti contemporanei la fagocitano e la reinventano: nelle loro mani e grazie al loro sguardo l’arte etrusca subisce altrettante radicali metamorfosi quante sono le personalità che le si avvicinano.

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